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Page revised in March 2010.


Chiesa del Gesù (Book 7) (Map C3) (Day 1) (View C7) (Rione Pigna)


In this page:
 The plate by Giuseppe Vasi
 Today's view
 Chiesa del Gesù
 Casa Professa
 Palazzo Petroni, now Cenci Bolognetti
 Palazzo Celsi Viscardi

The Plate (No. 135)


Giuseppe Vasi was personally involved in the marketing of his etchings and he did not refrain from making some small adjustments to the actual views in order to improve sales. The street opened by Pope Paul III to provide an appropriate entrance to Piazza del Campidoglio for a visit by Emperor Charles V, was not aligned with the steps leading to Palazzo Senatorio, but Vasi knew that by showing them and the bell tower of the building, he would have made the view more interesting. In 1756, when he published the etching, the Jesuits were not highly popular in many European countries, so he placed the street leading to Campidoglio at the centre of the view, rather than the Jesuit church.
The view is taken from the green dot in the 1748 map below. In the description below the plate Vasi made reference to: 1) Palazzo Petroni; 2) Street leading to the Campidoglio. The map shows also 3) Chiesa del Gesù; 4) Piazza del Campidoglio; 5) Casa Professa; 6) Palazzo Celsi Viscardi.


Today

The view in March 2010; to the far left Palazzo Altieri; in the inset enlargement of Palazzi del Campidoglio

Today the street between il Gesù and Palazzo Altieri is very busy and traffic lights are necessary to allow pedestrians safe crossings, but this is the only sign of the present time. The imposing façade of il Gesù was designed by il Vignola and modified by Giacomo Della Porta who also built the dome; the construction was financed by Cardinal Alessandro Farnese, grandson of Pope Paul III; for this reason the church is also known as Tempio Farnesiano (you may wish to see its façade in a 1588 Guide to Rome).

Chiesa del Gesù

(left) Stucco statue of St. Ignatius by unknown author; (right) Religion crushes Heresy by Pierre Legros

In his youth St. Ignatius was a Spanish knight and the order he founded was influenced by his background; Compagnia di Gesù, the Italian name of the order, can also indicate a body of soldiers and the saint himself defined the members of the order as soldiers of God. The Jesuits aimed at defending and propagating the Christian faith; so they were very active as missionaries in America and Asia and they were strong adversaries of Protestantism in Europe.
This introduction explains why il Gesù is not decorated with statues portraying martyrs or ecstatic saints, but rather with dramatic scenes showing the triumph of the Catholic Church over Heresy.

(left) Altar of St. Ignatius; (right) Sacred Heart of Jesus by Pompeo Batoni

The façade of il Gesù reflects the initial austere Jesuit approach to art, whereas the rich decoration of the interior shows how this approach evolved in the second half of the XVIIth century; the same can be said of S. Ignazio, another large Jesuit church, which has a façade similar to il Gesù and a very richly decorated interior. In 1695-99 Father Andrea Pozzo built an altar dedicated to St. Ignatius by using the most precious stones, including lapis lazuli; the saint was portrayed in a gigantic silver statue which was melted down in 1798 to pay war compensation to France. A side chapel of the transept houses a small painting by Pompeo Batoni, which has become one of the most famous holy pictures.

Decoration of the ceiling by Antonio Raggi and Leonardo Retti

The most striking feature of il Gesù is its ceiling, not only the central illusionistic painting by Giovanni Battista Gaulli known as il Baciccio, but also the gold and stucco decoration by Antonio Raggi and Leonardo Retti; the three all worked with Gian Lorenzo Bernini.
Read Henry James's account of his visit to il Gesù in 1873.
Read William Dean Howells' account of his visit to il Gesù in 1908.


Casa Professa

(left) Side in Piazza del Gesù; (right) decoration of a rear entrance

Between 1599 and 1623 another Farnese cardinal, Odoardo, nephew of Alessandro, provided the Jesuits with appropriate headquarters (Casa Professa); the building designed by Girolamo Rainaldi is very wide, but probably it would have gained by being taller; it must be said that at the time the opposite palace was not yet built. Casa Professa incorporated the small house where St. Ignatius spent his last years.

Palazzo Cenci Bolognetti

(left) Main façade; (right) detail of a capital decorated with roses, the heraldic symbol of the Petroni

Palazzo Petroni, today Cenci Bolognetti, is a minor work by Ferdinando Fuga, who was the preferred architect of Popes Clement XII and Benedict XIV; it reminds of Palazzo Odescalchi, but some details such as the portal are unusual. Roses were the heraldic symbol of the Petroni and Fuga found a way to place many of them in the decoration of the building.

(left) Portal; (right) the rose of the Petroni on one of the two small columns at the sides of the entrance

Palazzo Cenci Bolognetti housed the headquarters of Democrazia Cristiana, the main Italian political party, from 1946 to 1992 and therefore Piazza del Gesù was used as a synonym for referring to the party; almost every day Italians were told what happened in Palazzo Cenci Bolognetti.

Palazzo Celsi Viscardi

(left) Main entrance; (right) detail of the windows and of the cornice

In the 1880s the narrow street linking Piazza del Gesù with Palazzo Cesarini was enlarged by pulling down the buildings on its northern side. The buildings on its southern side were to a different degree modified to suit the taste of the period. Palazzo Celsi Viscardi retained its previous appearance: the building was designed in 1678 by Giovanni Antonio De Rossi for the Celsi, but the Viscardi, who acquired the palace in the early XVIIIth century, decorated it with their heraldic symbols.

Excerpts from Giuseppe Vasi 1761 Itinerary related to this page:


Chiesa del Gesù
Insigne trofeo è questo gran tempio della pietà di Alessandro Card. Farnese, e la Casa professa de' PP. Gesuiti, che l’è unita di Odoardo Card. Farnese, i quali uno dopo l'altro fecero a gara per favorire le imprese del santo Fondatore. Eran quivi due piccole, chiese, una dove è la casa, dicevasi s. Maria in Astalli, e l'altra dove è la chiesa era dedicata a s. Andrea Apostolo, le quali ottenne s. Ignazio da Paolo III. onde abbracciando tutto quel sito nell'anno 1543. gettò i fondamenti della Casa professa, e nel 1568. quelli della chiesa col disegno di Giacomo Barozio da Vignola; il prospetto però, è di Giacomo della Porta di lui allievo. E’ ammirabile questa chiesa non solo per la sua vastità, ma molto più per li ornamenti di pittura, di scultura, di marmi, e stucchi dorati, specialmente per la gran volta, tribuna, e cupola dipinti egregiamente dal Baciccio, altresì per la preziosissima cappella di s. Ignazio ricca di marmi preziosi, argenti, e metalli lavorati egregiamente, e perchè troppo nojoso mi renderei se volessi quì notare tutte le sue parti, accennerò solamente le cose principali. Il s. Andrea Apostolo con altre pitture nella prima cappella a destra è del Ciampelli; il s. Francesco Borgia nella seconda è del P. Pozzi Gesuita, e le pitture a fresco sono del Cav. Celio; i sette Angioli nella terza sono di Federigo Zuccheri ed il s. Francesco Saverio nella crociata è del Cav. Maratta; l'altare però è nobile disegno di Pietro da Cortona, e le pitture in alto sono del Carboni: entro l'ovato di metallo sostenuto da un Angiolo simile si custodisce un braccio del Santo, ed altrove parte del corpo di s. Francesco Borgia. La cappelletta, che siegue ornata di bellissime colonne è disegno di Giacomo della Porta, il quale fece ancora il disegno dell'altare maggiore, in cui si vede il quadro dipinto dal Muziano, e a destra il deposito del Card. Bellarmino fattovi dal suddetto Card. Odoardo col disegno del Cav. Rinaldi; le statue però sono di Pietro Bernini. La cappelletta, che siegue è disegno similmente di Giacomo della Porta; ed il grande altare di s. Ignazio nella crociata è disegno del P. Pozzi Gesuita.
Questo vanta il primato fra tutti gli altari delle chiese di Roma, non solo per le quattro colonne incrostate di lapislazzoli, statue e bassirilievi di marmo e di metalli dorati, ma ancora per la grande statua del Santo tutta di argento, e ricoperta di giove, fatta dal modello di Monsù le Gros, e per l'ammirabile gruppo di statue colla Fede, e le nazioni barbare, che l'adorano scolpite da Gio. Teudone, e l'altro colla Religione, che fulmina contro gli Eretici scolpite dal detto Monsù le Gros. Si conserva sotto l'altare il corpo di s. Ignazio entro un'urna preziosa, ed altrove parte del corpo di s. Ignazio vescovo e martire di Antiochia. Il quadro della ss. Trinità nella cappella, che siegue è del Bassano, la creazione degli Angioli del Salimbeni, ed il baccellino di nostro Signore e la trasfigurazione sul Tabor di Durante Alberti; il Dio Padre però in atto di creare il mondo è disegno del P. Fiammeri, da altri colorito. Le pitture nel basso della cappella della ss. Vergine sono del Romanelli, e quelle dalla cornice in su sono di Niccolò Pomarancio; le statue sono del Fancelli, del Guidi, e di Gio. Lanzoni. L'istoria di s. Pietro nell'ultima cappella fu dipinta da Francesco Mola, e le pitture nella volta sono del Pomarancio. E finalmente li stucchi, putti, e statue sul gran cornicione furono fatti con disegni del Baciccio da Leonardo Reti, ed Antonio Raggi. Nella sagrestia sonovi delle pitture del Ciampelli; il s. Francesco Saverio però sull'altare è di Annibale Caracci.

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