Chiesa e Convento di s. Bartolommeo all'isola
Da principio fu questa chiesa dedicata a s. Adelberto martire; ma poi nell'an. 983.
essendovi dall'Imperatore Ottone III. trasportato, fra gli altri il corpo di
s. Bartolommeo Ap., a questo fu dedicata. Risedeva quì nel palazzo contiguo il Vescovo
di Porto, e come in sua Diocesi amministrava i Sagramenti, e però fu collegiata;
ma poi nel 1513. essendo conceduta ai frati Osservanti di s. Francesco,
questi convertirono il palazzo in convento. Nell'urna di porfido sotto l'altare
magg. ornato con quattro colonne similmente di porfido si conserva il corpo del
s. Apostolo, e nel pozzo incontro furono trovati i corpi di s. Paolino vescovo
di Nola, di s. Essuperio, e di s. Marcellino confessori, con altri Santi.
Nel piccolo chiostro si vede affissa al muro la lapide ritrovata nello scavare
presso questa chiesa nel Pontificato di Gregorio XIII. la quale ha dato motivo
ad alcuni dr dire, che s. Giustino martire abbia sbagliato quando asserisce, che
in Roma fosse stata la statua di Simon Mago eretta da' Romani inter duos pontes:
ma ciò è avvenuto perchè non avvertirono, che il sito chiamato dagli antichi inter
duos pontes era quello, come dicemmo, che restava tra il ponte Sublicio e il Senatorio,
e non questo fra li due ponti dell'isola. E’ certamente venerabile il sito
intorno a questa chiesa; mentre quì presso si tiene da alcuni, che anticamente
fossero le carceri pubbliche, vicine al fiume, ed in luogo più separato
dalla Città, e perciò sicuro. Comecchè in esse erano poste le persone più
vili, e di tal condizione essendo in quei tempi stimati i Cristiani da' Gentili,
perciò furono santificate colla stentata, e penosa dimora, che vi fecero molti
santi Martiri, ed in particolare s. Quirino, di cui trovasi fatta menzione negli
atti de' ss. Mario, Marta e loro figliuoli Persiani, i quali venuti da paesi così
lontani per venerare i sagri Limini, ed i luoghi santi di Roma, con una fervente
carità, e viva fede andavano cercando e consolando i poveri Cristiani carcerati;
e leggesi che vennero a questa prigione di Trastevere, e trovando in
essa s. Quirino con molti altri fedeli, vollero fermarsi nella prigione per
otto giorni, servendoli e lavando loro anche i piedi, con gettar quell'acqua
per devozione sopra i corpi loro, e de' loro figliuoli. Questi dopo gli otto giorni,
essendo andati a seppellire altri santi Martiri nella via Salara, quando ritornarono
alla prigione, non vi ritrovarono s. Quirino; ed avendo inteso da un prete chiamato
Pastore, che la notte era stato ucciso, e gettato nel Tevere, ma che il corpo era stato
arrestato nell'istessa Isola, essi la notte seguente lo presero, e lo seppellirono
nel cimiterio di Ponziano. Moltissimi altri simili fatti si leggono; ma per
non prolungare più oltre il viaggio di questa giornata, a bella posta si tralasciano.
Chiesa di s. Gregorio della divina Pietà
Dirimpetto ai due portoni del Ghetto sta questa piccola chiesa, la quale essendo
nel Pontificato di Benedetto XIII. riedificata, vi fu dipinto sopra la porta il
s. Titolare genuflesso a piedi del ss. Crocifisso, e sotto vi furono posti
alcuni versi della Scrittura, che rimproverano la perfidia ed ostinazione
degli Ebrei. Fu conceduta questa chiesa alla Confraternita della divina
Pietà, la quale ha per istituto di ajutare le povere famiglie civili.
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